L'ENEL e la centrale nucleare di Mochovce

Cari Commissari Piebalgs e Dimas,

Vi scrivo per esprimere le mie preoccupazioni in merito alla centrale nucleare di Mochovce in Slovacchia. A breve la Commissione dovrà esprimere il proprio parere sulla costruzione del terzo e quarto reattore, un progetto che era stato abbandonato venti anni fa, ma che ora l'impresa elettrica ENEL/SE, di proprietà italiana, sta pensando di completare.

Esistono seri problemi di sicurezza che devono essere affrontati, dato che i progetti di Mochovce 3 e 4 si basano su un modello obsoleto e pericoloso. Esso, ad esempio, non prevede il secondo contenitore esterno, che proteggerebbe il reattore in caso di impatto con un aeroplano.

Rimane irrisolto anche il problema dello smantellamento degli impianti nucleari slovacchi a fine ciclo. I fondi accantonati attualmente non bastano neppure per chiudere i reattori esistenti e c'e' da dubitare che possano assicurare la chiusura di Mochovce dopo i previsti trenta anni di esercizio.

Inoltre, ai sensi del Trattato Euratom, la cui applicazione è responsabilità della Commissione, occorre assicurare le centrali atomiche. Nel caso di Mochovce l'ENEL/SE si propone di costruire una centrale molto pericolosa stipulando su di essa una assicurazione che corrisponde solo ad una piccola frazione del valore delle assicurazioni correnti in Europa occidentale.

La Slovacchia non possiede siti per lo smaltimento a lungo termine delle scorie nucleari prodotte dalle centrali oggi operative, e quindi non c'e' alcuna soluzione per le scorie dei nuovi impianti. Il suo Governo dice che entro il 2038 se ne doterà, ma, visto che ha avuto impianti nucleari da oltre un cinquantennio e non lo ha fatto, la dichiarazione non è molto credibile.

Nel 1986 il Governo Ceco ha approvato gli attuali progetti dei reattori 3 e 4. A quell'epoca non era previsto il tipo di VIA che oggi si richiede, ma oggi il governo Slovacco sostiene che il permesso ottenuto allora è sempre valido e non occorre condurre una nuova valutazione di impatto ambientale. Se questo avvenisse, si darebbe il permesso di esercizio ad una centrale per la quale la VIA non è stata condotta secondo le regole. Cose simili non dovrebbero essere permesse nell'Unione Europea. Gli abitanti della regione di Mochovce hanno il diritto alle stesse garanzie di sicurezza nucleare previste per tutti i cittadini d'Europa.

Il "parere Euratom" che deve essere dato rappresenta in pratica l'unica opportunità per la Commissione di dare un opinione responsabile e informata sul progetto Mochovce. Allo stato dei fatti tale opinione non può che essere negative e vi esorto ad esprimervi in tal senso.

Ringraziando per un cenno di riscontro, invio i migliori saluti